7/9/2009
- Google, un algoritmo ecologico
Adattando il sistema di PageRank, si possono catalogare le
razze in via di estinzione in ordine di importanza per la catena alimentare. Una
scoperta che parla italiano.
Roma - Secondo una
ricerca pubblicata dalla Public Library of Science (PLoS),
l'algoritmo di Google potrebbe essere utilizzato per studiare la catena
alimentare, individuarne le criticità e difendere così le specie la cui
estinzione rischia di compromettere maggiormente l'intero ecosistema.
Ogni specie è legata alle altre in una complessa rete di relazioni: il delicato
equilibrio del ciclo della vita può essere minacciato anche se un solo anello
viene a mancare. Portando con sé tutte le specie ad esso collegate. Dal momento
che il numero di combinazioni con cui le singole specie sono legate tra loro è
praticamente infinito, un metodo tradizionale di analisi sarebbe incapace di
individuare le specie la cui importanza è più strategica per il sistema.
Decisivo sarebbe quindi studiare tutte le possibili conseguenze, dal momento che
l'estinzione di un essere vivente potrebbe portare per effetto domino la fine di
molte altre.
Adottando solo alcune modifiche all'algoritmo, secondo lo
studio sembra possibile applicare al problema il sistema di PageRank
di Google.
Una specie che si estingue corrisponde a un errore 404: gli
scienziati hanno teorizzato che il sistema di catalogazione delle pagine possa
essere un modo semplice per studiare le estinzioni pericolose per l'intero
ecosistema. "Se riusciamo a individuare - spiegano i ricercatori - rimuovendo
quale specie innesca una distruzione più veloce dell'ecosistema, abbiamo trovato
un modo per ordinare le specie per importanza".
I ricercatori Stefano Allesina e Mercedes Pascual raccontano che la prima cosa
da fare è stato ribaltare la definizione dell'algoritmo: mentre una pagina è
importante se pagine importanti sono ad essa collegate, nell'approccio ecologico
una specie è importante se è collegata a specie importanti. Naturalmente più sei
cibo, più sei risorsa strategica.
Inoltre gli scienziati hanno dovuto
inserire un elemento che rappresentasse nell'ecosistema della natura la
ciclicità necessaria all'applicazione dell'algoritmo. È costituito, nella catena
alimentare, dall'humus: i residui organici degli animali morti che rientrano nel
ciclo venendo riassorbiti come sostanze nutritive dalle piante, a loro volta
alimento di animali.
Applicando l'algoritmo così ottenuto agli studi sulle catene alimentari già
effettuati con metodi più complessi, i ricercatori hanno verificato che portasse
al medesimo risultato.
[fonte: Punto Informatico]
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